Mucca, alle medie i ragazzini mi chiamavano mucca

(* le spiegazioni in fondo – oggi, giornata contro la violenza sulle donne)

Mucca, alle medie i ragazzini mi chiamavano mucca, perchè, si sa, se la natura ti costringe a portare il reggiseno alle medie, significa che sei una troia.
Mucca, per i ragazzini. Troia, per i maniaci di paese… che erano tanti, davvero ma davvero tanti. Roba che il percorso da casa a scuola era diventato un incubo, un percorso ad ostacoli. C’era quello che mi aspettava sotto il ponte per tirarsi fuori il cazzo. Me lo ricordo, era un muratore di un metro e 50 e se lo tirava fuori. C’era quello che sapeva a che orari passavo in bicicletta e mi aspettava in macchina, ad ogni incrocio, finchè un giorno ha scoperto dove abitavo (questo era il tipo che un giorno mi ha aspettato con un cric in mano).
C’era quello che rallentava per dire “chissà come li fai i bocchini” a una ragazzina di 12 anni… C’era quello che ti superava in macchina per poi fare manovra e tornare indietro. Apriva la bocca per dirti quanto gli facevi tirare il cazzo… alzavi lo sguardo ed era il padre della tua migliore amica delle elementari. Il padre. Della tua COETANEA.
C’era quello che voleva farsi notare da te e per farlo ti picchiava, all’intervallo, finchè non ce l’hai fatta più e un giorno l’hai scassato di calci nei coglioni, ma ce l’hai fatta solo per l’effetto sorpresa. Non credere che fisicamente puoi essere alla pari.
Soprattutto se si mettono in gruppo.
La paura la fiutano. L’unica soluzione era smettere di avere paura e diventare tu un pericolo per tutti quelli che avevano la sfiga di incrociarti e darti fastidio. Girare armata, ma questa è un’altra storia ed è possibile solo se hai i coglioni e il sangue freddo necessari, per fortuna li avevo.
Ci sono stati quelli che, mentre tu eri a piedi, hanno accelerato in macchina per frenare a 30 centimetri dalle tue gambe e il muro dietro. Roba che potevano ammazzarti e loro l’hanno trovato così divertente che non riuscivano a smettere di ridere!
E dici “crescerò, invecchierò, la smetteranno”. Poi cresci, invecchi e non la smettono. Ritrovi i vecchi maniaci di paese (che non muoiono mai). Si aggiungono i malati di mente cacciati dai loro paesi. Ci sono quelli che ti volevano portare via a forza in un’auto rossa con lo stemma di un’aquila nera a due teste sul cofano. Capisci come fa la gente a sparire, semplicemente. Pufff.
Ti succede che, litigando con una persona a cui daresti un rene e un polmone, ma pure tutti e due, lui ti dica che sei solo una troia di merda. Perchè è così: è facile colpire basso.
E poi, se racconti queste cose, tutte vere, trovi donne a cui non è mai accaduto niente del genere, e che fanno? Pensano che allora forse sei una troia davvero. Perchè a te sì e a loro no?
E così iniziano a darti della puttana anche loro. Le donne. Quelle a cui ste cose non sono successe mai.
Io ho una figlia. Che devo insegnare a mia figlia? Quello che ho imparato io sulla mia pelle? Che bisogna andare in giro armate aspettandoci il peggio? Che è meglio un brutto processo di un bel funerale?
Che dovrà fare come me e scrivere sul diario “se sparisco andate a cercare il proprietario di una golf nera con questa targa”?
Che non potrà mai vestirsi come vuole? Che non si può permettere di essere bellissima com’è, perchè sarà subito additata come una piccola zoccola?
Lei non è come me. Io alla fine sono diventata una stronza pericolosa. Lei non ci diventerà mai così, nemmeno in mille vite. E’ bellissima e vulnerabile, è mia figlia… e non è pronta a scendere in battaglia ogni santo giorno. Andate a fare in culo.
E scusate lo sfogo.

* ho scritto questo sfogo dopo aver visto questo video e averlo trovato doloroso, ma poco credibile. Ho pensato che sentire cose vere successe a qualcuno che conosci davvero, potesse essere più forte. A giudicare dalle reazioni scatenate quando l’ho scritto il mese scorso ha funzionato. Mi spiace solo aver riaperto ferite, fatto piangere e aver fatto male a qualcuno che amo. 

Mi spiace per un sacco di cose.

 

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2 pensieri su “Mucca, alle medie i ragazzini mi chiamavano mucca

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